La Giornata Mondiale dei Diritti Umani: la Rocca Bovio Palumbo partecipa al Concorso UNESCO e consegue il  primo e il terzo premio

La Giornata Mondiale dei Diritti Umani: la Rocca Bovio Palumbo partecipa al Concorso UNESCO e consegue il primo e il terzo premio

12 Dicembre 2021 Off

Il 10 dicembre è tra le date da non dimenticare, celebrata in tutto il mondo nel giorno in cui, nel 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione universale dei Diritti umani, che stabiliva in 30 articoli i diritti inalienabili di ogni essere umano, un impegno per tutti e per le giovani generazioni in particolare, a rispettare e a diffondere i valori della democrazia, della libertà, dell’ uguaglianza in dignità e diritti di ogni cittadino del mondo. Tra le Organizzazioni delle Nazioni Unite, impegnate nella promozione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, l’UNESCO, istituita a Parigi il 4 novembre 1946, contribuisce a costruire la pace attraverso l’educazione, la scienza, la cultura, il dialogo interculturale. Nell’ambito degli eventi che ricordano l’importanza dei diritti inalienabili appartenenti a ogni essere umano, il club per l’UNESCO sezione di Trani ha invitato gli studenti  delle scuole di Trani, di ogni ordine e grado, a rispondere a un tema di stringente attualità, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, quale quello dello sviluppo sostenibile e consapevole che assicuri i bisogni del presente senza compromettere le opportunità ed i bisogni delle generazioni future. Le alunne e gli alunni della Rocca Bovio Palumbo hanno risposto all’invito presentando elaborati che rivelano la loro curiosità verso il tema della tutela ambientale, l’attenzione e l’impegno a ricercare e suggerire possibili interventi per la salvaguardia e la tutela non solo dei loro spazi quotidiani di socialità ma anche del territorio e delle regioni del pianeta più esposte alle conseguenze dei cambiamenti climatici. In occasione della Giornata mondiale dei Diritti umani, lo scorso venerdì 10 dicembre, presso la Sala Ronchi della Biblioteca Comunale di Trani, si è svolta la cerimonia di premiazione dei migliori elaborati tra i numerosi presentati da parte di tutte le scuole di Trani, alla presenza della Presidente del club UNESCO sezione di Trani, dott.ssa Savina Di Lernia, e del Direttivo, preceduta dagli interventi dell’architetto Marco Miotto e della dott.ssa Liliana Bellavia che hanno offerto numerosi spunti di riflessione, sollecitato domande e animato il dibattito.

Infine, la Presidente ha annunciato i nomi degli alunni che si sono classificati, per ciascun ordine e grado di scuola, ai primi posti.

Grande emozione ha destato nelle alunne, alunni e docenti della Rocca Bovio Palumbo, presenti all’evento, apprendere che, per la Scuola Secondaria di 1° grado, rispettivamente al 1° e al 3° posto, si sono classificate due alunne della Rocca Bovio Palumbo: Chiara Curci e Maria Amelia Di Gennaro.

Oltre ai premi per i primi tre classificati, a tutti i partecipanti sono stati consegnati attestati di partecipazione.

Alle alunne e alunni della Rocca Bovio Palumbo e alle prime classificate, Chiara Curci e Maria Amelia Di Gennaro, vanno le congratulazioni del Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Cassanelli, di tutta la comunità della Rocca Bovio Palumbo, e l’augurio a tener sempre viva la speranza e saldo l’impegno per la costruzione di un mondo migliore.

prof.ssa Fabiola DIANA

1°CLASSIFICATA Chiara CURCI

“L’Umanità ha certamente la capacità di crescere in modo sostenibile e consapevole e quindi di assicurare che i bisogni del    presente siano soddisfatti senza compromettere le opportunità ed i bisogni delle generazioni future. Perché tutto questo si possa realizzare e non rimanga un vuoto “bla-bla-bla”, tu come pensi di poterti inserire nel processo di rigenerazione e di     sostenibilità di cui oggi tanto si parla? E quale reale contributo ritieni di poter offrire alla società, che dal presente proietti l’Umanità in un futuro migliore nella piena realizzazione dei Diritti Umani?”

A tutti in fondo piace l’inverno: la neve, le serate sul divano sotto le coperte o una tazza di latte caldo; be’ pensate se tra settant’anni, o meno,  l’inverno fosse solo una stagione leggermente più fredda dell’estate o, peggio ancora, non esistesse più. Pensate se tutti quei bei maglioni morbidi e i cappotti caldi non fossero più né prodotti né usati e se, quando farà “freddo”, avremo bisogno solo di una felpa o una giacca di jeans.

Se continuiamo di questo passo, il surriscaldamento globale crescerà sempre di più e non ci saranno più le stagioni; gli incendi provocati dal “nulla” si triplicheranno e i ghiacciai, quelle bellissime distese bianche che tanto ci piacciono, scompariranno!

I ghiacciai, per esempio, si sono formati con il passare delle ere geologiche, con lo scorrere di milioni di anni e ora ci stanno mettendo solo un decimo del tempo che ci hanno impiegato per formarsi, per sciogliersi e svanire.

L’inverno non ti piace? Preferisci le stagioni calde? Allora ti parlo di natura e animali! Molte specie stanno reagendo al cambiamento: alcuni uccelli migratori stanno cambiando le date di arrivo e di partenza anno dopo anno, le fioriture stanno anticipando, le specie montane si spingono, finché possono, in alta quota.

Credo di averti dato abbastanza motivazioni per le quali dovresti, o meglio, dovremmo, iniziare a pensare seriamente al pianeta e ai diritti delle generazioni future.

Ancora una cosa, prima di continuare, parliamo di cifre, dati e numeri.  Il 2019 è stato il secondo anno più caldo mai registrato da quando esistono registrazioni attendibili e regolari della temperatura, con un aumento medio della stessa di circa 1,1°C rispetto agli anni precedenti. O ancora, il tasso del calo del ghiaccio artico per decennio è pari al 12.85%

Non so se i millecinquecento caratteri e le trecento parole che ho usato sono bastati per darti un’idea generale della situazione, ma, se come spero, qualcosa ti è rimasto in mente, allora, non puoi restare indifferente.

 Ora parliamo di me, una trentenne del 2040.  Sono passati tanti anni, tanti obiettivi sono stati raggiunti, ma c’è ancora tanto da fare.  Se si continuerà così, se continueremo a porci obiettivi che poi non raggiungeremo, potremo dire addio alla nostra casa, la Terra!  Fortunatamente non si usano più combustibili fossili e al loro posto sono state introdotte le energie rinnovabili. Tutte le case hanno pannelli solari e durante tutti i viaggi in macchina si vedono centinaia di pale eoliche. Ho detto viaggi in macchina? Sì, be’, anche le macchine non sono più quelle di prima,  sono elettriche, ma questo non basta, in alcune città si sta cercando anche di introdurre il car sharing, vediamo come va!

Vi ho illustrato tutto quello che, nel corso degli anni, abbiamo fatto di bello, come siamo riusciti a “cambiare”, in meglio ovviamente.

La plastica però…

A causa di tutta la plastica che non si è stati attenti a riciclare correttamente, ora i nostri mari sono ancora invasi da rifiuti galleggianti che uccidono tantissimi pesci… Ci stiamo rimettendo noi! I governi stanno adottando nuove misure per la pulizia degli oceani e pian piano la situazione sta migliorando c’è ancora molto da fare!

Fuori nevica.

Mi stringo nel mio plaid perché tenga al caldo le mie speranze nel futuro. Non le ho ancora perse perché il mio bambino ama l’inverno come me e forse quando sarà grande si inventerà qualcosa a cui noi ancora non abbiamo pensato. Ha solo tre anni ma difende il suo pupazzo di neve con coraggio e determinazione.

Forse lui ci salverà.

3° Classificata Maria Amelia DI GENNARO

“L’Umanità ha certamente la capacità di crescere in modo sostenibile e consapevole e   quindi di assicurare che i bisogni del          presente siano soddisfatti senza compromettere le opportunità ed i bisogni delle generazioni future. Perché tutto questo si possa realizzare e non rimanga un vuoto “bla-bla-bla”, tu come pensi di poterti inserire nel processo di rigenerazione e di     sostenibilità dicui oggi tanto si parla? E quale reale contributo ritieni di poter offrire alla società, che dal presente proietti l’Umanità in un futuro migliore nella piena realizzazione dei Diritti Umani?”

Siamo nel 2021. È tardi…affrettiamoci ragazzi.  Bisogna agire adesso. Abbiamo goduto appieno dei benefici del progresso, del benessere, dei frigo pieni, dei piedi caldi, delle comodità della vita moderna. Dai racconti di mio nonno emerge una vita più semplice, più salutare. Meno confort, meno cibo, più natura. Il segreto è sempre nel passato; si nasconde tra quei volti rugosi, tra quelle mani tremanti che non rinunciano ancora a ricamare, a impastare, a tramandare. “…Ai tempi miei” ci dicono…” e ai tempi loro si stava meglio, si stava in pace lontano da tutte quelle tecnologie che hanno rubato spazio alla nostra natura di uomini e donne, che pur ci aiutano a lavorare e a far girare questo mondo di oggi così imperfetto, ma che allo stesso tempo ci danneggiano fisicamente e psicologicamente. E se noi, generazioni future, strizzassimo l’occhio alla storia? Se imparassimo a riconoscere ed apprezzare che si stava meglio quando si stava peggio? Non possiamo di certo negare l’esistenza delle auto, delle tecnologie, del progresso ma possiamo imparare dai nostri errori. Possiamo tornare al passato pur restando nel presente, cogliendo la semplicità dei vecchi tempi ma anche le esigenze della nostra generazione.  Secondo me il segreto è qui! Ed è l’unica soluzione a poterci consentire di diventare anche noi nonni, anziani e saggi. Se sostenibilità significa usare le risorse del Pianeta senza sprechi e perseguire uno stile di vita migliore dal punto di vista economico e sociale, vuol dire infatti che stiamo sbagliando qualcosa da un po’ di tempo. Nel tentativo di avere tutto, abbiamo troppo! Ho solo 13 anni, non sono in grado di elaborare un progetto di ristrutturazione e recupero dell’intero pianeta, ma posso partire come tutti dal mio piccolo, dalla mia camera (non super riscaldata…basta una coperta in più), dalla mia casa e dalla mia città.  Per esempio… perché in piccole città come la mia, in cui tutte le vie sono raggiungibili a piedi e in pochi minuti, non si limita l’utilizzo delle automobili in favore delle biciclette e dei mezzi pubblici?  Ho visto girare delle bellissime circolari elettriche per la città, ma sono sempre vuote, perché? Perché possediamo un’auto a testa e a volte non sappiamo neanche che farcene; ci vergogniamo a salire su un mezzo pubblico perché da noi è considerato da poveri…  Una città senza auto e senza smog è proprio quella che c’era in passato e che rivedo ogni tanto in qualche foto in bianco e nero: ragazzi che giocano per strada, a pallone senza paura che le auto le investano e liberi di respirare aria pulita…Sì, già ARIA PULITA altro concetto da sviluppare!!!!! I parchi, questi sconosciuti proprio nella nostra città!!!! Eccetto la villa comunale, infatti, mi piacerebbe vedere più verde, case più sfruttate dal punto di vista tecnologico (sia nel settore pubblico che in quello privato stanno aumentando gli incentivi per costruirle). Non so se avete già sentito parlare dei giardini verticali o delle facciate verdi che abbassano le temperature creando ombra, assorbono l’inquinamento e aumentano la sensazione di benessere di chi vive o lavora al loro interno. E poi…… il verde si può coltivare anche sui balconi e sui terrazzi come fa mia madre da tempo. Non sapete come è bello assaggiare una fragola o un pomodorino che hai coltivato tu. Una gioia per il palato e per la vista! L’ orto urbano e domestico consente infatti di coltivare fiori e ortaggi anche a chi non ha a disposizione un pezzo di terra.  Sfruttando le nuove risorse tecnologiche si può, quindi, anche ridurre l’impatto ambientale e sviluppare stili di vita sostenibili come questo. Per non parlare di quanto sarebbe rivoluzionario e vantaggioso l’utilizzo dei pannelli solari in ogni abitazione!!!  Questo permetterebbe sia la creazione di reti energetiche sia la condivisione dell’energia in eccesso con gli altri. Piccoli passi, piccoli gesti, una realtà più semplice l’unione del ricco passato col prezioso presente…questo è quello che posso fare io e che possono fare tutti ogni giorno ma occorre la sensibilizzazione, occorre gridare le proprie opinioni a tutto il mondo con tanto materiale divulgativo per far capire la gravità della situazione in cui ci troviamo. Mentre guardo video che mi parlano dell’imminente scioglimento dei ghiacciai e della compromissione dei mari mi abbatto e vorrei far comprendere a tutti che si tratta del nostro futuro e che le risorse e le capacità per mettere un punto a questa storia ce le abbiamo e dobbiamo soltanto essere in grado di coglierle. Spero davvero che le mie parole abbiano dato “straordinari motivi di speranza” e che, raggiungendo il vostro cuore, vi abbiano fatto riflettere su questo tema; nel mio piccolo è questo che posso fare, collaborare per riuscire a proteggere il nostro unico e specialissimo ambiente che, da sempre, si è preso cura di noi, di voi e di tutti.

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